Hollywood – Santa Monica – Malibù – Fresno
Torniamo un po’ indietro perchè della nostra sosta a Los Angeles, sapete forse troppo poco. Los Angeles sarà anche la città degli angeli e se davvero ci sono forse si nascondo nel traffico. Perenne.
Ci si sveglia si va a trovare degli amici di famiglia italiani di Alessandra. Una coppia con figli che ha deciso che le prospettive che offriva l’italia in quanto a condizioni di vita forse non erano poi cosi buone. Cosi ora, dopo essere stati anche a Londra, vivono in una piccola isola felice in una bella zona di LA. Gentilissimi ci offrono il pranzo, un pò conversazione e qualche consiglio.
Contenti ci dirigiamo da bravi turisti a Beverly Hills, poi Bel Air, Hollywood, per ammirare le ville e stili di vita che tutti sognano. Per non perderci seguiamo uno di quei Bus, che ti porta in giro per le ville delle star fermandosi ogni momento, ma poi si accorgono di noi e in qualche modo ci seminano.
Il verde è il colore principale, un po’ di rosso mattone qua e là e il luccichio costante di automobili che definire elitarie è troppo poco.
Troviamo un posto per la notte incredibilmente vicino a tutto, a metà tra sunset e hollywood boulevard.
Ci sistemiamo e subito a borto della nostra chevry ci dirigiamo in collina per cercare Hollywood sign, troviamo solo una croce e finiamo a Universal Park. Il parco degli studi Universale, una piccola città dentro la città. Il paradiso per bambini, turisti e commercianti.
Non distante da noi c’è anche Tattoo Ink che per gli amanti del genere è ormai una tappa obbligata. Il negozio si chiama High Voltage Tattoo, il pomeriggio è chiuso perchè stanno girando la trasmissione. Ripassiamo la sera per caso ed è Aperto. Lyndsey è convita ed in poco tempo trova il modo di farsi tatuare. rock’n’roll style, come del resto tutto il negozio e la gente che ci lavora.
I famosi tatuatori ci chiamano un taxi, ma non sapevamo ancora cosa ci avrebbe riservato la corsa. Il taxista è anziamo, particolarmente lento nel parlare, e il suo alito sa di vino. ha bevuto, ma non sappiamo quanto. Si spaventa quando lyns parla dal suo cellulare con la centrale per trovare la nostra meta. Prendiamo il numero del taxi ma non lo denunciamo.
Mangiamo un mix italo-irlandese-americano in un locale aperto 24 ore su 24, dopo di chè cerchiamo di entrare in uno dei locali “cool” di LA. Ma non è serata e il buttafuori che sembra un vecchio suonatore di blues trapiantato dalle piantagioni in città si mette a fare storie. Chiede alle donne la ID card, ovviamente è tutto ok, ma lui dice che è un fake. Quante storie cosi finiamo in un pub irlandese emo karaoke, ma giusto il tempo di una birra perchè in california tutti i locali chiudono alle 2 am.
Torniamo a casa per la via delle star. Hollywood Boulevard. Sembra che qui ognuna abbia davvero una stella. Miti passati e presenti, promesse e scintille. Mi domando sinceramente anche cosa ci fanno alcuni nomi in un posto come questo…comunque..
“and buy me a star on the boulevard, It’s Californication”
Io la mia stella l’ho scelta!
Buonanotte.
Luci Supertramp
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Lasciamo il centralissimo albergo, seguiamo il navigatore fino a che una gentile signora a bordo di un suv ci scorta sino alla strada migliore per Hollywood Sign. Le famosissime nove lettere bianche su una brulla collina. Come molti sanno la collina non è sempre visibile, quasi mai, e avvicinarsi cosi tanto, non è da tutti
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Qualche foto e qualche italiano e poi giù dritti a Santa Monica, nel traffico di anime nervose e angeli. Pranzo e passeggiata sul Molo tra spiagge larghissime, palestrati , narcisisti e giochi per grandi e piccini.
….continua…
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