Era tanto tempo che non riempivo cosi tanto le mie giornate. Cosi tanto in cosi poco.
Ieri.
San Francisco è una città strana quanto bella. Fa freddo e c’è il sole, C’e la nebbia e poi fa subito bello, C’e salita (fatica) e discesa, e poi c’e sempre un vento che nemmeno a dirlo è freddo.
Dall’aeroporto ci trasciniamo in centro come i più bravi giramondo. Mi sento davvero Supertramp delle volte, specie oggi che ho un anno in più!ehehh
Di parola in parola, di stazione in stazione, di ostello in ostello, finalmente riusciamo a trovarne uno abbastanza economico. Forse il peggiore che potessimo trovare. Ma siamo stanchi e va bene cosi.
Mi diverte vedere Lyndsey che litiga con tutti per ottenere ciò che ci spetta, dal punto informazioni in aeroporto alla reception passando per l’agenzia che cambia i soldi. E’ una donna forte, e riesce sempre ad ottenere ciò che vuole, una sicurezza insomma per il nostro viaggio.
In poco tempo siamo sul battello, circumnavighiamo l’isola di Alcatraz e poi dritti sotto il Ponte. Che ponte ragazzi…E’ immenso, la sintesi perfetta di architettura e ingegneria. Joseph Strauss e tutte le sue idee, i servizi di history channel servono a qualcosa!Diviene tutto cosi piccolo, anche il battelo e i tutti i windsurfer che ci sfrecciano vicinissimi per farsi notare, e sfruttando le onde che creiamo per i loro Tricks.
Lo Skyline è imponente ma bilanciato, cosi come le strade in salita percorsi dai classici tram. Ognuno ha questa immagine di San Fra dentro di se.
Union Square ha vari livelli, sei nel mezzo e puoi solo guardare in alto per sentirti circondato da grattacieli e persone. Impossibile sentirti soli.
Questione di minuti e abbiamo già il programma di domani, Wine tour.
Abbiamo anche il numero di Kevin, un locale per festeggiare e la certezza che ci verranno a prendere fin sotto casa col Bus.
Festeggio il compleanno in un pub, vicino al porto, quartiere quasi italiano, (almeno nelle origini) davanti ad un locale jazz con musica dal vivo, pochi strumenti, poco spazio e con le parole di kerouac che tornano alla mente.
Qui se è il tuo giorno ti offrono da bere, e basta un secondo e lo sa tutto il locale. Conosciamo anche un gruppo di architetti che si unisce a noi per una partita a biliardo.
Per il resto non ho molti ricordi, se non un yellow cab che ci riporta a casa, il disordine di una camera, un pezzo di pizza, la barista superveloce, le carte di credito appese con delle mollette,…
Oggi.
Un giro per i più bei vigneti della california, Napa e Sonoma Valley, ah dimenticavo, con tanto di degustazione dei vini!
Un pezzo di toscana trapiantata in Usa in quasi tutti i posti. Qui ci copiano tutto, nomi, prodotti alimentari uva e vino. In ogni posto si cerca di vendere altre degustazioni, e poi ognuno cerca di venderti il suo metodo innovativo per aprire le bottiglie.Per alcuni versi anche geniali.
L’autista Roberto è divertente, e nonostante qualche problema organizzativo all’ostello il resto è tutto ok. Il tempo passa, il sole c’è, il vino anche e ci sono questi posti magici che riempiono le spoglie colline californiane.
Casa, bagagli, aeroporto, auto, GOOOOOO!! Rischiamo di rimanere senza carburante e la scritta Low Fuel ci terrorizza, only the brave, cosi ce la si fà!grandi…
Ci fermiamo qui a Santa Cruz, in un motel di quelli dei film, parcheggi l’auto sotto e sali su nella camera, Per tutto il resto ci si sente domani!..a presto…
Vi lascio alle foto che valgono molto di più di queste poche parole.



















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