Santa Barbara – Los Angeles

6 08 2008

Ci piace vivere comodi, ma le suites prima o poi finiranno, come finirà anche questo viaggio o (e speriamo che non succeda) i soldi prima o poi.
Facciamo una colazione abbondante e via per le strade principali di Santa Barbara. Qui si vede che il Surf è di casa, e c’è io ogni cosa, io ogni più piccola cosa. Le palme la fanno da padrone, cosi come le tesserine dei mosaici che ricoprono fontane e piccoli particolari.
Negozi interessanti e grandi firme, dall’altro lato della strada ristoranti e negozi di musica dove passiamo la gran parte del tempo. Uno di questi svende tutto e ha dei prezzi folli su tutto quello che è rimasto. Passiamo il resto del tempo a trovare Buttlefly beach, la troviamo e ci spostiamo verso east beach, dove fa più caldo, ma solo per qualche ora. Vento freddo, Lynds dorme coperta con tutto quel che aveva.
Cammino e vedo gente strada, gente tatuata che vive in qualche vecchio furgone sulla spiaggia, gente su dei go-kart improvvisati, e mix di pattini e monocicli. Il tutto nel contorno di spiaggia, prato, palme, supercar, palme, prato… wow.
Inizia a far freddo e santa monica non è poi cosi lontana. Siamo affamati e usciamo per una cittadina fantasma dopo ventura, ma è tutto chiuso. E’ cosi fantasma che nemmeno i fantasmi ci sono! cosi ripartiamo, la strada si fa larga, e le corsie diventano ben cinque, incredibile!..Finalmente entriamo in LA, Los Angeles. Sulla sinistra Beverly Hills ed Hollywood, le superiamo silenziosamente perchè il navigatore impazzisce e cosi non ci resta che alloggiare qui! La nostra accuratezza nel scegliere gli alberghi è un qualcosa di mai visto, cosi anche stasera siamo in un bella stanza, con un super Televisore.
Edwin che ci accoglie alla reception ha origini messicane forse, o spagnole e si diverte a usare le solite parole ora che sa che siamo italiani. Mangiamo Sushi, un ottimo sushi devo dire, anche se non sono un grande appassionato, e alcune cose forse non le capirò mai. Lyns ne va pazza e si diverte, specie quando capisce che forse queste bacchette non riuscirò mai ad usarle nel modo giusto.

Corsa ci riserverà questa Città?

…Il mio pusher musicale preferito oggi passa belle canzoni al di là del globo, penso gli sia accaduto qualcosa di davvero ingiusto e “cattivo”, e non se lo merità. A volte la burocrazia come anche le persone possono essere spietate…

Sono lontano molte ore da te, ma siamo telepatici e andiamo oltre la fisica (ricordi?) puoi sentire il mio abbraccio?..ti stai per svegliare ma qui sopra lo skyline della città degli angeli io sto cercando una piccola stella..

Notte.
Luci Supertramp





Santa Barbara

5 08 2008

Oggi vi scrivo da Santa Barbara, da una lussuosa suite di un hotel che non rientrava nei nostri piani. E cosi con il coraggio e con lo straordinario modo di fare di Lyndsey ci ritroviamo nuovamente a nostro agio in parecchi metri quadrati, a due passi dal downtown di questa elegante cittadina.

Dopo aver mangiato in un posto da veri Surfer, e trovato questo magico posto, la serata passa leggera, accompagnata da Sidro e Birrre, sulle scale del motel, perchè il caso vuole che sia il punto migliore per il segnale wireless. Risate, Foto e programmi per i prossimi giorni. WOW!.

Mentre cerco di scrivervi, una famiglia di procioni silenziosa attraversa la strada, da un albero all’altro. Cerco di fotografarla invano. Torniamo e la nottata prosegue con lunghe risate davanti al grande televisore.

Siamo tutti rossi come peperoni e stanchi, il sole di Avila Beach oggi ha lasciato il segno.

Il pomeriggio passa tranquillo percorrendo 90 miglia sulla Highway, cerco di resistere al sonno post mare, ci riesco, tutto questo sempre mentre Lyns e la sua musica continuano attenti nella guida.

Santa Barbara ci piace. E ci fermiamo tutto domani, poi riprendiamo in direzione Los Angeles, che non è poi cosi lontano da qui. E’ vicino anche il Messico è si sente, dal cibo alla tv.

And if you want these kind of dreams
It’s Californication”

Goodnite..





Salinas – Monterey – Carmel – Big Sur

5 08 2008

” – Dobbiamo andare e non fermarci finché non siamo arrivati.
- Dove andiamo?
- Non lo so, ma dobbiamo andare.”
Devo dire che ti ho sempre immaginato cosi, cosi come sei arrivata ai miei occhi, silenziosa, tra la nebbia e il sole, tra il sole e la luna, tra la luna e le montagne incontaminate o semplicemente tra il mare e il mare.
Orgoglioso dei racconti di Jack Kerouac, sulle stesse strade, sulle sue strade. Sono ansioso come un teenager che attende di incontrare la sua star preferita. Come un anima senza meta che cerca BEATitude.
Miglia di asfalto passano sotto di noi accompagnate dalle linee gialle che dividono la carreggiata e che creano un contrasto degno di una fotografia. Il resto è tutto surreale, nuvole che corrono veloci, mentre ci lasciamo alle spalle il tramonto, le spiagge bianche e il freddo di un’oceano ormai senza stagioni. ” Luci”

Oggi Luci mi concede di raccontare una pagina del nostro viaggio…quindi a me la parola per raccontare questo 3 agosto!
Ci alziamo piuttosto tardi, la suite che siamo riusciti ad accaparrarci a poco prezzo la sera prima è così bella che quasi non vogliamo andarcene!
Si parte: direzione Monterey, sulla strada ci fermiamo a visitare un tipico lighthouse sulla costa, un vecchio “lupo di mare” ci racconta storie di vita passata… ci si immagina personaggi da film persi nella solitudine dell’oceano a scrivere diari osservando il mare, ad ascoltare canzoni alla radio mentre badano al prezioso funzionamento del loro faro.
Si riparte, percorriamo la 17 miles che si dirama per la penisola di Monterey tra case bellissime, campi da golf, animali selvaggi e bianche spiagge; la pineta contorna il tutto accompagnandoci sino alla vicina Carmel. E’ una sorpresa questo piccolo e pittoresco paesino, qui le insegne al neon sono vietate e tutto conserva un grazioso gusto antico.
Negozietti  e gallerie d’arte si susseguono a ogni isolato, quasi come tanti piccoli musei dove non si può rimanere che affascinati della qualità e originalità delle opere o dei prodotti in mostra.
Dopo una doverosa sosta al messicano per un pranzo un pò posticipato (5.30 pm!) ripartiamo alla ricerca di Big Sur. Percorriamo la strada sulla costa che si apre ai nostri occhi in tutta la sua bellezza, il cielo nuvoloso spegne i colori ma non la magia e l’atmosfera di questi luoghi incontaminati: frastagliate e selvagge scogliere sull’oceano e  brulle colline. Il sole fatica a farsi strada fra la coltre di nuvole basse sull’oceano, ma il gioco di luci rende il tutto ancora più affascinante.
Big Sur si presenta come un insieme di piccoli cottage tra le pinete, lo costeggiamo e superiamo in fretta…è presto per fermarci anche se la notte sta calando.
Il buio ci accompagna ancora per qualche miglio sino al primo gruppo di motel, sembrano esserci segni di vita che ci consolano dall’inquietudine dell’oscurità di questa costa selvaggia…notte dunque…si va a dormire con la speranza di svegliarci col caldo sole della California che in questi giorni gioca davvero a farsi desiderare…! ” Ale”