Raining in Vancouver

30 07 2008

” This circus is falling down on its knees
The big top is crumbling down
It’s raining in Vancouver
fifty miles east
Where you should be, no one’s around

I need a phone call
I need a raincoat
I need a big love
I need a phone call “

Piove.

Mi sveglio qualche minuto prima della sveglia perche qualcosa batte sui vetri. Solitamente è il sole che silenzioso entra senza chiedere il permesso. Oggi è la pioggia. Di solito mi piace la pioggia, quando al mattino quasi ti sveglia camminando, cosi ti togli il cappuccio che premuroso ti eri messo in ascensore e prendi la tua dose di gocce mattutine, che sanno di mare, montagna città, canada, e di tutti quei posti che ancora non ho visto.

Colazione da Starbucks, un mondo di latte e caffè, standard, quasi uguale in tutto il mondo. Ma è buono, comodo e c’e tanto latte. Graficamente il logo è chiaro ed evidente, i colori invitati e l’uso di carta riciclata per ogni cosa rende tutto più caldo e gradevole. In tutta la città si contano più Starbucks che Homeless..

Uno ad ogni angolo, non si puo’ proprio rimanere senza la propria bevanda calda da portare in giro, da una strada all’altra.

La pioggia aumenta, l’ombrello di Ale si rompe, (punizione divina per non aver ascoltato i consigli del padre), la mia Jackettina inizia a diventare pesante e a diventare sempre più scura. Poco importa, siamo a Gastown,il quartiere antico dove fà bella moistra di se lo stream clock ovvero l’orologio che funziona a vapore. Fuma in continuazione e l’effetto è amplificato dalla temperatura e la pioggia incessante. (Ho letto sulla guida che ora è alimentato ad elettricità ma è un segreto!sccccii)

I negozi di Souvenirs impazzano e con loro l’ansia di dover comprare e portar qualcosa a tutti…mi sa che cosi non sarà perchè costano anche cari e non sono nemmeno a metà del viaggio… cosi ognuno di noi si fa la sua Top5 dei regali davvero necessari…e lo stesso per le cartoline.

Taglio tattico per la città per arrivare prima a casa, ma il quartiere diviene più povero, i grattacieli si allontanano ed in modo quasi proporzionale aumenta anche il numero dei senza-tetto, alcuni pazzi, altri semplicemente in pazzia da astinenza, alcuni in coda per un pasto caldo, altri che cercano di vendere quel che gli resta per viver un altra giornata.

( Gia ieri, durante la passeggiata serale avevo visto qualcosa del genere, e guardando il cielo anche le scarpe appese ai fili della luce, già come nel film BigFish…Ho visto su un servizio di Current tv, che in sud-america usano farlo per segnalare le zone di spaccio della città, non siamo in sud-america, ma… )

Torniamo a casa ringraziando il nostro inglese che anche oggi ci ha fatto ottenere il cibo quotidiano: 2pezzi di Pizza, per l’esattezza 2 triangoli equilateri di Similpizza con aglio e ingredienti mistici. L’insegna dai colori italiani diceva “pizza numero uno”, forse era la numero una della sua strada…contenti loro…

Pomeriggio tranquillo con super pennichella che qui si dice “nap”, spesa, shopping, casa.

Il commesso del market si ricorda di noi, e ci chiede come stiamo, increduli ringraziamo e rispondiamo. Ora che ce l’ha chiesto stiamo sicuramente meglio.

La passiona delle donne per le scarpe risiede con un legame molto molto forte nel loro DNA, cosi mi tocca pure un sosta in Robson street.  :-)

Lyndsey è tornata, stanca e soddisfatta del suo rock-weekend, lavora anche oggi, la vedremo domani quando lasceremo questa casa…

Quasi 8 giorni in questa città, troppi per essere turisti, troppo poco per essere integrati nel sistema. Buonanotte all’italia canterebbe ligabue…





Into the Wild

26 07 2008

Hornby St. ci porta direttamente al maro e alla perfetta SeaBus, navetta panoramica sul mare. Una manciata di minuti e siamo dall’altra parte. Approdiamo a Lonsdale Quay dove una mini stazione di autobus ci attende. Non si puo’ sbagliare. Bay #8, direzione Grouse Mtn.

Grouse Mountain è un centro polivalente per vivere la montagna a 360 gradi. Mare e Montagna, Estate ed inverno. Passeggiate Acqua, experience vissute grazie ad Orsi, spettacoli comici ed ironici sui popolarissimi tagliaboschi canades, Aquile e Falchi e il temutissimo Orso Grizzly! La navetta che ci accompagna sino alla base di partenza ci mostra, scorci di un’insolita vancouver fatta di casa regolari, ma diverse tra loro e classiche strade americane.

Evitiamo la cabinovia all’andata, che Lyndsey chiama Gondola, forse perchè ondeggia e oscilla come quasi non saper decidere tra l’oceano o questa incontaminata foresta. Ci sono gli orsi ma il sentiero (trail) sembra sicuro, è curato a livelli inimmaginabile per i nostri monti, tantissimi gradini di legno che portano verso il cielo. Alla partenza mi diverto guardando un distributore di bibite energetiche quasi se fosse una corsa, ma effettivamente c’e molta gente che se la fa di corsa o in tutta fretta come un ottimo allenamento.

La salita è dura e costante… a volte bisogna chinarsi e appoggiarsi al prossimo gradino spinti dalla notevole pendenza, ma si sale in fretta. E poi arriviamo dalle ormai vecchie montagne olimpiche, dobbiamo passare il testimone si, ma non possiamo permetterci certi figure! Tantissima gente sale sola, rintanati nel proprio ipod, io ho lasciato le cuffie in casa, ma salgo deciso col mio passo e canticchio la stupenda colonna sonora di into the wild di Eddie Vedder. Gia oggi mi sento anche io Alexander Supertramp! Luci Supertramp suona anche meglio!

Torniamo a casa a piedi, passando per il 4th Canadian Islamic Cultural Expo, davanti alla Art gallery, una cena economica per provare i sapori di una cultura nuova. Questo la dice davvero lunga sull’importanza che le diverse culture possono avere nella società. Specie in una realtà cosi giovane come quella canadese.

Un contest improvvisato di BreakDance con tanto speaker dall’altra parte del palazzo, mentre indisturbati dei vecchi giocano a scacchi su una panchina incuranti di tutto quel che gli succede intorno.

Friday night e le strade di Granville st. sono chiuse al traffico, festa, divertenti risciò trainati da Bici Custom con tanto di musica girano avanti ed indietro, ma sono sempre vuoti, nessuno osa salire forse o forse non c’e nessuno ancora cosi ubriaco.

Birra canadese, Molson, I’m canadian!! cosi infatti per anni è stato il motto dei loro spot tv! mi sento canadese anche io oggi, nonostante l’inglese, non ancora ottimo, step by step dicono…

Luci supertramp vi saluta. Have a nice day!